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11 ottobre 2016

Erasmus+ promuove una professionalità ad hoc per l’impresa creativa

Talent Matching Europe World Café #2: un incontro al teatro villa Pamphilj di Roma

Il disegno di un nuovo profilo all’interno delle filiere produttive del mondo musicale e, più in generale, delle attività creative è l’obiettivo di “TME – Talent Matching Europe” progetto europeo Erasmus+ promosso da MuLab. La figura in questione è quella del “mentore”: un vero e proprio ponte tra l’artista e le sue controparti, con l’obiettivo di aiutare i creativi più giovani o quelli intenzionati a fare uno scatto in avanti nelle loro carriere.

Impostato come un workshop informale e senza una rigida dimensione cattedratica, il World Café del 4 ottobre ha coinvolto tutti i partecipanti nella definizione del ruolo, delle caratteristiche e del profilo del mentore. Il tutto favorito da una splendida giornata dell’autunno romano e da un ambiente quanto mai favorevole come il Teatro di Villa Pamphilj.

Il team di MuLab ha introdotto le motivazioni e lo sviluppo del progetto che coinvolge partner europei in Italia, Croazia, Polonia, Spagna, Macedonia e Regno Unito. Il workshop ha messo confronto la ricerca svolta con le diverse esperienze vissute dalle persone presenti, ponendo l’accento sulle figure che, nei diversi casi, hanno incarnato i requisiti necessari. Il “gioco” delle parole utilizzato per tracciare l’identikit del mentore ha offerto uno spettro davvero ampio di risultati: capacità maieutiche e psicologiche, conoscenza del contesto ed eventuale disposizione a sporcarsi le mani con il lavoro pratico. Se il nostro non può saper fare tutto, deve però saper giudicare il valore delle persone che affiancano il suo protetto: deve aiutarlo a scegliere e, in maniera analoga, deve avere una previsione fondata delle pieghe che prenderanno gli eventi. Una figura flessibile e capace di decisioni ponderate, attento a far crescere e, ancora di più, a non soffocare la personalità del protetto senza perdere le occasioni e gli spunti per indirizzarla. Soprattutto, deve stabilire un rapporto professionale consolidato nel tempo e basato su una forte relazione di fiducia reciproca.

Oggi il sistema delle imprese culturali e creative è un contesto soggetto a forti cambiamenti. Figure professionali e capacità vanno disegnate secondo coordinate completamente nuove. Occorrono competenze legate agli strumenti attuali e le buone pratiche seguite finora vanno riviste e aggiornate. È sempre più difficile avere una conoscenza complessiva del panorama attuale per il singolo artista, soprattutto nel momento in cui sviluppa il proprio bagaglio di conoscenze in una dimensione molto specialistica. La figura del mentore serve a contestualizzare gli sforzi prodotti all’interno della realtà circostante: rappresenta se si vuole il ritorno al ruolo fondamentale svolto dai produttori artistici nei confronti dei libri e dei dischi, vale a dire guardare con un occhio attento, critico, costruttivo ma soprattutto esterno all’autore per valutare il lavoro appena compiuto… un’operazione semplicemente fondamentale nel campo artistico, smarrita in qualche modo negli ultimi tempi.

Nel “percorso europeo” di MuLab, “TME – Talent Matching Europe” segue “WinJazz – Women in Jazz”, il progetto con cui aveva vinto il bando ministeriale sul jazz del MiBACT del 2015 e, durante lo scorso autunno, avevo portato diverse formazioni guidate da donne del jazz italiano ad esibirsi, insieme alle vincitrici del contest legato al progetto, in Gran Bretagna, Croazia e Polonia, oltre che alla Casa del Jazz di Roma.

Fabio Ciminiera

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